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Ubicazione

L’Azienda Agricola La Grilla si trova a Parodi Ligure in provincia di Alessandria (Piemonte –Italia a 330 m s.l.m.   al Km. 6 + 540 lato dx della Strada Provinciale n° 168 di San Remigio in località Grilla n° 7, sulle colline preappenniche del basso Piemonte ai confini con la Liguria e comprese tra le cittadine di Gavi e Ovada.

Si può raggiungere  dall’ A26 (Genova Voltri - Gravellona Toce) con uscita Ovada e dall’ A7 (Milano –Genova) con uscita Serravalle Scrivia seguendo poi sul posto le indicazioni indicate sulla viabilità provinciale.  

Da sempre il paese di Parodi Ligure e’ un borgo contadino la cui coltivazione prevalente è  l’uva da vino.

Cenni storici di Parodi Ligure

Nella piana dell' Albedosa, affluente dell'Orba, il difficile deflusso delle acque provocava una palude, all'origine del nome Palode (da cui Parodi), che compare per la prima volta in un documento del 973. Il territorio, compreso nella Marca Obertenga, è bonificato per opera dei monaci che fondano San Remigio (sec. XI), in un incrocio tra una via marenca, che dalla costa genovese, superato l' Appennino da Praglia a Marcarolo, scende verso la pianura, e un percorso trasversale, che collega le Valli dello Scrivia, del Lemme, del Piota.
L'abitato sorge sulla collina soprastante, in posizione strategica per il controllo dei movimenti e dei traffici. Alcuni toponimi tuttora vivi (Eremiti, Benedicta) documentano la presenza di insediamenti monastici, autentiche stazioni di assistenza lungo le direttrici principali. Un gruppo di Parodesi partecipa alla I Crociata ai seguito del Marchese di Parodi, riportando una preziosa reliquia della Croce: l' episodio è ricordato in un affresco (Luigi Gainotti 1927) nella volta della Chiesa parrocchiale.
Dagli Obertenghi Parodi si emancipa presto: nel XII secolo ha già istituzioni autonome, ma la sua storia documentata è strettamente legata alla storia di Genova che conta tra i suoi dogi, nei secoli XIV e XV, Nicolo', Antonio, Isnardo della famiglia Guarco, il cui palazzo di forme severe domina ancora oggi l'ingresso del paese. Formalmente l' affrancamanto dagli obblighi feudali si ha per la mediazione di Andrea Doria (sec. XVI) che persuade il feudatario Antonio Guasco a cedere i suoi diritti alla Repubblica di Genova.
Lo stretto rapporto politico e la vicinanza con Genova segnano anche negativamente la vita del paese, territorio marginale ma in posizione dominante, attraversato nei secoli da truppe milanesi, piemontesi, francesi, austriache, ed anche da bande di ussari, interessate in contese e in guerre con Genova.
Particolarmente alto il prezzo pagato all' ostilità ed alle guerre è la distruzione dei castello e l'incendio dell' archivio durante il conflitto tra la Repubblica genovese e le truppe franco - savoiarde (1625).
E tuttavia, tra una scorreria e l' altra, tra un'invasione e l'altra, Parodi approva i suoi Statuti (è del 1432 la prima stesura pubblicata), che documentano la vita civile, complessa e ordinata della comunità.
Parodi è ancora legato a Genova quando viene istituita la Repubblica Democratica Ligure (1797), quando avviene l'annessione alla Francia (1803) e successivamente al Regno di Sardegna (1815). E' infine l'ordinamento amministrativo del 1859 che stacca Parodi da Genova, annettendolo alla provincia di Alessandria, cioè al Piemonte.
Resta orgogliosamente nella denominazione l'aggettivo "Ligure" a ricordarne la storia millenaria, pr
esente anche nel cognome Parodi, il più diffuso del Genovesato.
Le vicende recenti sono un riflesso delle vicende nazionali: il tragico eccidio nazista della Benedicta (nell' aprile del 1944), ancora in territorio parodese, l' incendio di Parodi il 7 marzo 1945, sono episodi della Resistenza contro i nazifascisti.
Oggi Parodi Ligure, che per secoli si estendeva per 85 kmq, dopo la secessione di Bosio che ha sottratto il territorio montano delle Capanne di Marcarolo, ha un'estensione modesta, di 12,5 Kmq, ma nel Capoluogo e nelle due frazioni di Cadepiaggio e di Tramontana può vantare l'amenità del paesaggio, la qualità dei vigneti D.O.C, sia per il Cortese, sia per il Dolcetto, e soprattutto il valore di un cospicuo patrimonio artistico conservato nelle tre chiese parrocchiali, che meritano la visita degli appassionati.
Alla storia della sua gente dedica tutti gli anni la festa degli antichi mestieri (primi giorni di agosto), riconoscimento e ringraziamento per l' operosità, la fantasia e la civiltà di una comunità capace di darsi forme politiche e servizi di pubblica utilità.